web

The writer should be the one to click it

 Web publishing is much, much more than print publishing with the web as a distribution network. As long as the old media treats the web as a pipe instead of an opportunity to modernize the way they publish, they’ll continue to be called “the old media”. 

Mark Jaquith

Goodbye Geocities

La fine di Geocities, in qualche modo, segna pure il passaggio definitivo ad un nuovo concetto di pubblico della Rete: chi si arrabattava con le scritte “under construction” con tanto di GIF animate era un pioniere, che metteva mano al codice e creava strutture con i frame (oggi spariti e deprecati negli standard moderni dell’HTML) in cui infilava le proprie passioni.

[…]

Tutte iniziative, le mailing list e i webring, che oggi la stragrande maggioranza dei navigatori manco sanno cosa sia: non è questione di elitismo o sciovinismo, è la realtà di un Web in cui l’homepage su Geocities è stata sostituta dal proprio profilo su MySpace (autentico erede del ruspante kitsch del suo predecessore) o su Facebook (paragonabile per pervasività, specie nel mercato italiano). Ma sono strumenti diversi, user friendly: sono strumenti recintati, in cui le possibilità degli utenti sono costrette dai limiti imposti dagli sviluppatori della piattaforma. Sono strumenti dove non c’è più spazio per quelle trovate in Javascript che tenevano svegli nottate intere, per trovare il miglior effetto possibile per il mouseover sui tasti che conducono alle diverse parti del sito.

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Oggi su Internet ci sono milioni di persone in più, molti milioni di persone in più di quante ce ne siano mai state nell’era Geocities. Ma sono diverse: sono cittadini della Rete a tutti gli effetti, sono utilizzatori finali di strumenti confezionati per loro da imprenditori della Rete che badano al sodo e al business plan quando si producono nei propri sforzi.

[…]

Internet è cambiata, gli strumenti e gli obiettivi di Internet sono cambiati, chi tira le fila e chi popola Internet è cambiato. Prendiamone atto e salutiamo Geocities: e con lui tutta una fetta di occasioni per una Rete diversa che sarebbe potuta essere, ma che non sarà mai più. E adesso torniamo ad occuparci di trimestrali: che quelle ormai, più che le idee originali, sono il pane quotidiano di chi racconta il Web.

Luca Annunziata su PI: So long Geocities, and thanks for all the space



Un bell’articolo. Da leggere.
Sono passati “solo” alcuni anni, ma sembrano ere geologiche.
Chi in quell’epoca avrebbe previsto tutto questo?