scrivamia [scri-va-mì-a] s.f.
- Il mio mobile per scrivere e per studiare composto da un piano orizzontale con uno o più cassetti sottostanti;
Varianti
- scrivatua se è tuo;
- scriva-di-papà se è del papà;
- scrivanostra se le usiamo tutti e due.
PS: i bambini sono geniali. :-)
Pietro: Ciuccio…
Mic: Dai che è pomeriggio, sei grande, non ti serve.
Pietro [così si che si inizia un capriccio]: Ciiiuccio!!
Mic [voce calma e inflessibile]: Si dice: “Papà, per piacere, mi dai il ciuccio?”.
[attimo di riflessione]
Pietro [scendendo dal divano]: Prendo solo.
Pietro era poco più che duenne, come inizio non c’è male! ;-)
Era la fine del 2008.
L’anno vecchio ha portato via il ciuccio e l’avvenimento è stato affrontato senza alcun problema.
Sono soddisfazioni.
Crescendo si scoprono sempre cose nuove, è quindi normale fare sempre domande.
Io mi aspettavo qualcosa di canonico, tipo il classico “Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? E perché? …“.
Invece no!
Ecco le domande con cui si affronta una cosa nuova, in questo rigoroso ordine:
- “Come si chiama?“
- “A cosa serve?“
- “… qual è il suo cognome?“
PS: nello sciogliere il dubbio della forma corretta tra “qual’è” e “qual è“, ho trovato alcuni link interessanti.