“ Simple doesn’t mean lacking. Simple doesn’t mean dumb. Simple doesn’t mean poor. Simple should be the interface for complex. ”
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“ Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi. ”
“ In Italia Babylon 5 è stato programmato dalla RAI in modo discontinuo, e sempre a tarda notte. Sono stati trasmessi a partire dal 4 marzo 1999 l’episodio pilota e la seconda stagione, seguiti poi nel 2002 dalla quarta e quinta stagione. La RAI ha giustificato la mancata trasmissione della prima e della terza stagione (cruciali per la comprensione della storia) con la scarsa qualità del doppiaggio e problemi di diritti. ”
E poi ci si domanda come mai in Italia non abbiano successo.
“ The biggest epidemiological study of all is the one we are all participating in whenever we use our cell phone. The results from that study won’t be available for a while. ”
“ “Non hanno il diritto di leggere un libro ad alta voce – questa la denuncia di Paul Aiken, a capo della Authors Guild – è un diritto relativo all’audio, che è un diritto derivato, sulla base della legge che regola il copyright”. La voce di un sintetizzatore text to speech, a parere dell’associazione di autori ed editori, trasforma il testo in una nuova esperienza di fruizione. ”
PI: La voce di Kindle viola il copyright?
Quando si leggono queste affermazioni, si capisce che forse non dovrebbe evolversi solo la tecnologia.
“ In questo contesto una domanda che mi fa insieme imbestialire e ghignare, che sia a cena o in un sondaggio, è “quanto tempo al giorno dedichi a Internet”. È come chiedere “quanto tempo al giorno usi la corrente elettrica” o meglio ancora “quanto tempo al giorno dedichi alle persone che ami”. La risposta giusta è “tutto il tempo da sveglia”, non perché sia ossessionata da Internet, dalla luce elettrica o da chi amo (forse da chi amo sì), ma perché sono tre attività pervasive che vanno avanti in parallelo a tutto il resto, anche se molto spesso in secondo piano. ”
“ L’IT è cosi, è come il sangue, non si sa com’è fatto, cosa trasporta, chi lo produce, dove va, ed abbiamo solo una vaga idea di a cosa serva, eppure esso è indispensabile alla nostra vita, ovvero al Business dell’Impresa.
[…]
Se fossimo una famiglia, l’IT sarebbe la mamma, il cui scopo è quello di raggiungere la soluzione per alleviare un disagio, non certo quello di cercare le colpe; sempre paziente, sempre accomodante, sempre pronta al sacrificio personale per il bene comune, a costo di rimetterci di persona. ”
“ L’1% dei ragazzi intervistati è stato classificato come ‘utente dipendente’ e sono quelli che conoscevano in dettaglio tutti i termini informatici e li usavano anche nelle conversazioni off-line. Il 16% è risultato ‘abusatore’ (e aveva una buona conoscenza dei termini di internet e li usava discretamente anche nel parlare quotidiano), il 28% è risultato ‘a rischio’ (aveva sufficiente conoscenza della terminologia e assiduo uso), il 42% è risultato ‘problematico’ evidenziando cioè i primi problemi legati alla rete (aveva discreta conoscenza dei termini ma scarso uso), il 13% e’ risultato ‘regolare’ (mediocre conoscenza del vocabolario e uso assiduo nelle conversazioni off-line) ”
via Alessandro Longo
Come in tutte le cose la dipendenza esiste (vedi gli esempi di WoW), ma questo sistema di classificazione fa diventare dipendenti solo quelli che conoscono bene gli strumenti che usano. W l’analfabetismo informatico!