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Macchie.
Cerette e biro su foglio blocco appunti Microsoft TechNet.
Risultato di una sessione domenicale di disegno con i bambini.
6 dicembre 2009

Le parole nuove: Scrivamia

scrivamia [scri-va-mì-a] s.f.

  1. Il mio mobile per scrivere e per studiare composto da un piano orizzontale con uno o più cassetti sottostanti;

Varianti

  • scrivatua se è tuo;
  • scriva-di-papà se è del papà;
  • scrivanostra se le usiamo tutti e due.



PS: i bambini sono geniali. :-)


Esage­ra? No secondo gli ultimi dati Aci-Istat: la guida distratta ha provocato nel 2008 più di 40 mila incidenti, il 15,5 per cento del totale. Non solo sigarette, certo. Ma anche. [...] Multa di 250 euro e ta­glio di cinque punti dalla paten­te, sanzione raddoppiata se a bordo ci sono minori. E qui la sicurezza in gioco è quella dei polmoni: «Con i finestrini chiu­si – dice ancora Stiffoni – la macchina diventa una camera a gas. Almeno i più piccoli van­no protetti». 

dal Corriere della Sera

Applausi.
Certo che, se ci vuole una legge a capire che fumare in una macchina con i finestrini chiusi e un bambino a bordo non va bene, siamo messi male.

Se poi pensiamo al fumare in generale…


Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di padroneggiare la tecnologia per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori. 

Antonio Tombolini


La fine di Geocities, in qualche modo, segna pure il passaggio definitivo ad un nuovo concetto di pubblico della Rete: chi si arrabattava con le scritte “under construction” con tanto di GIF animate era un pioniere, che metteva mano al codice e creava strutture con i frame (oggi spariti e deprecati negli standard moderni dell’HTML) in cui infilava le proprie passioni.

[...]

Tutte iniziative, le mailing list e i webring, che oggi la stragrande maggioranza dei navigatori manco sanno cosa sia: non è questione di elitismo o sciovinismo, è la realtà di un Web in cui l’homepage su Geocities è stata sostituta dal proprio profilo su MySpace (autentico erede del ruspante kitsch del suo predecessore) o su Facebook (paragonabile per pervasività, specie nel mercato italiano). Ma sono strumenti diversi, user friendly: sono strumenti recintati, in cui le possibilità degli utenti sono costrette dai limiti imposti dagli sviluppatori della piattaforma. Sono strumenti dove non c’è più spazio per quelle trovate in Javascript che tenevano svegli nottate intere, per trovare il miglior effetto possibile per il mouseover sui tasti che conducono alle diverse parti del sito.

[...]

Oggi su Internet ci sono milioni di persone in più, molti milioni di persone in più di quante ce ne siano mai state nell’era Geocities. Ma sono diverse: sono cittadini della Rete a tutti gli effetti, sono utilizzatori finali di strumenti confezionati per loro da imprenditori della Rete che badano al sodo e al business plan quando si producono nei propri sforzi.

[...]

Internet è cambiata, gli strumenti e gli obiettivi di Internet sono cambiati, chi tira le fila e chi popola Internet è cambiato. Prendiamone atto e salutiamo Geocities: e con lui tutta una fetta di occasioni per una Rete diversa che sarebbe potuta essere, ma che non sarà mai più. E adesso torniamo ad occuparci di trimestrali: che quelle ormai, più che le idee originali, sono il pane quotidiano di chi racconta il Web.

Luca Annunziata su PI: So long Geocities, and thanks for all the space



Un bell’articolo. Da leggere.
Sono passati “solo” alcuni anni, ma sembrano ere geologiche.
Chi in quell’epoca avrebbe previsto tutto questo?


da Singloids

Montagna. Bussola. Sentiero. Mucche. Sole. Caldo. Nuvole. Ombra. Vento. Freddo. Sudore. Brividi. Panini. Borraccia. Sete. Erba. Sassi. Massi. Muschio. Torrente. Scarponi. Bel-panorama. Fiori. Colori. Cerca-il-bianco-e-rosso. Numero CAI. Cartina. Nord. Est. Zaino. Cammina-cammina. Cioccolata. Rifugio. Prato. Quanto-manca?

Quanti ricordi.



Se sei connesso a Internet puoi trasmettere ma anche ricevere. Sei un editore verso il mondo intero. 

Rick Falkvinge

Lo ricordo ancora.
Era questo che mi affascinava e stimolava di più: la potenza del “nuovo” approccio della rete.
Ed era il 1997.


Il termovalorizzatore dà un senso di tepore e anche di valorizzazione: in realtà è un bieco inceneritore cancerogeno. 

Marco Travaglio


I can’t remember the last time I used IE. That people actually still use it is a testament to the power of default settings. 

Nathan Schock

» Il fumo passivo fa male al fegato – Corriere della Sera

Ma fumate pure che non succede nulla.