«Gallo cristallo
Gallina cristallina
Oca badessa
Anatra contessa
Uccellino cardellino
Siamo tutti invitati alle nozze del Re Pollicino.»
… e ricomincia dall’inizio, dai! Senza stancarti mai! ;-)
«Gallo cristallo
Gallina cristallina
Oca badessa
Anatra contessa
Uccellino cardellino
Siamo tutti invitati alle nozze del Re Pollicino.»
… e ricomincia dall’inizio, dai! Senza stancarti mai! ;-)
orcobaleno [or-co-ba-lé-no] s.m.
Scritto (e sottolineato) a 3 anni e mezzo. Qualche difficoltà sulla “R”.
A volte scrive il nome dritto, a volte storto (oirottiV, ma sempre partendo dalla “V”).
Ha iniziato da solo copiando il nome che era stato scritto su un suo disegno.
buonopattino [buò-no-pàt-ti-no] s.m.
Di fronte alla possibilità di un cambiamento radicale, si valutano pro e contro, si mette in conto un certo margine di incertezza e si decide.
Giorni intensi e riflessivi sono quelli che precedono la scelta.
Compiuta la scelta, la cosa migliore è prepararsi ad affrontare il cambiamento che ne segue.
Si è già analizzato cosa resta e cosa si lascia, si deve solo procedere nel cammino.
Se la scelta non è facile, non lo sarà nemmeno la sua applicazione.
Uno dei primi risultati sicuri sarà un maggiore silenzio sui vari social network.
Questo blog, invece, con i soliti (rilassati) tempi, continuerà a essere il mio strumento di comunicazione preferito.
(Perché sappiamo che i blog non sono morti, no? ;-) )
Per il resto, il tempo dirà.
“ La mamma è una bella cuciniera. ”
Per i grandi che non capiscono, si intende “una brava cuoca”.
Macchie. Cerette e biro su foglio blocco appunti Microsoft TechNet. Risultato di una sessione domenicale di disegno con i bambini. 6 dicembre 2009
scrivamia [scri-va-mì-a] s.f.
Varianti
- scrivatua se è tuo;
- scriva-di-papà se è del papà;
- scrivanostra se le usiamo tutti e due.
PS: i bambini sono geniali. :-)
Pietro: Ciuccio…
Mic: Dai che è pomeriggio, sei grande, non ti serve.
Pietro [così si che si inizia un capriccio]: Ciiiuccio!!
Mic [voce calma e inflessibile]: Si dice: “Papà, per piacere, mi dai il ciuccio?”.
[attimo di riflessione]
Pietro [scendendo dal divano]: Prendo solo.
Pietro era poco più che duenne, come inizio non c’è male! ;-)
Era la fine del 2008.
L’anno vecchio ha portato via il ciuccio e l’avvenimento è stato affrontato senza alcun problema.
Sono soddisfazioni.
Crescendo si scoprono sempre cose nuove, è quindi normale fare sempre domande.
Io mi aspettavo qualcosa di canonico, tipo il classico “Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? E perché? …“.
Invece no!
Ecco le domande con cui si affronta una cosa nuova, in questo rigoroso ordine:
PS: nello sciogliere il dubbio della forma corretta tra “qual’è” e “qual è“, ho trovato alcuni link interessanti.