Categoria ‘Personali’


Scritto (e sottolineato) a 3 anni e mezzo. Qualche difficoltà sulla “R”.
A volte scrive il nome dritto, a volte storto (oirottiV, ma sempre partendo dalla “V”).
Ha iniziato da solo copiando il nome che era stato scritto su un suo disegno.


Le parole nuove: Buonopattino

buonopattino [buò-no-pàt-ti-no] s.m.

  1. Due cuscini (di seduta) del divano, posti uno a terra e l’altro in verticale, che simulano un giocattolo formato da un’assicella fornita di rotelle e fissata a un’asta con manubrio, che si fa avanzare spingendosi con un piede. Questo non avanza, ma ci si diverte ugualmente.

Affrontare il cambiamento

Di fronte alla possibilità di un cambiamento radicale, si valutano pro e contro, si mette in conto un certo margine di incertezza e si decide.
Giorni intensi e riflessivi sono quelli che precedono la scelta.

Compiuta la scelta, la cosa migliore è prepararsi ad affrontare il cambiamento che ne segue.
Si è già analizzato cosa resta e cosa si lascia, si deve solo procedere nel cammino.

Se la scelta non è facile, non lo sarà nemmeno la sua applicazione.

Uno dei primi risultati sicuri sarà un maggiore silenzio sui vari social network.
Questo blog, invece, con i soliti (rilassati) tempi, continuerà a essere il mio strumento di comunicazione preferito.
(Perché sappiamo che i blog non sono morti, no? ;-) )

Per il resto, il tempo dirà.


La mamma è una bella cuciniera. 

Vittorio


Per i grandi che non capiscono, si intende “una brava cuoca”.


Clicca e guarda l'immagine ad alta risoluzione.

Macchie.
Cerette e biro su foglio blocco appunti Microsoft TechNet.
Risultato di una sessione domenicale di disegno con i bambini.
6 dicembre 2009

Le parole nuove: Scrivamia

scrivamia [scri-va-mì-a] s.f.

  1. Il mio mobile per scrivere e per studiare composto da un piano orizzontale con uno o più cassetti sottostanti;

Varianti

  • scrivatua se è tuo;
  • scriva-di-papà se è del papà;
  • scrivanostra se le usiamo tutti e due.



PS: i bambini sono geniali. :-)

Se il buongiorno si vede dal mattino… #1

Pietro: Ciuccio…
Mic: Dai che è pomeriggio, sei grande, non ti serve.
Pietro [così si che si inizia un capriccio]: Ciiiuccio!!
Mic [voce calma e inflessibile]: Si dice: “Papà, per piacere, mi dai il ciuccio?”.
[attimo di riflessione]
Pietro [scendendo dal divano]: Prendo solo.

Pietro era poco più che duenne, come inizio non c’è male! ;-)

Era la fine del 2008.
L’anno vecchio ha portato via il ciuccio e l’avvenimento è stato affrontato senza alcun problema.
Sono soddisfazioni.

Alla scoperta del mondo…

Crescendo si scoprono sempre cose nuove, è quindi normale fare sempre domande.
Io mi aspettavo qualcosa di canonico, tipo il classico “Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? E perché? …“.

Invece no!
Ecco le domande con cui si affronta una cosa nuova, in questo rigoroso ordine:

  • Come si chiama?
  • A cosa serve?
  • … qual è il suo cognome?



PS: nello sciogliere il dubbio della forma corretta tra “qual’è” e “qual è“, ho trovato alcuni link interessanti.

Il compleanno del vento

Nel giorno del suo terzo compleanno, Vittorio aveva difficoltà a spegnere le candeline sulla torta.
Colpa, questa, di un ostinato vento che lo batteva sempre sul tempo, spegnendole lui per primo.

Ma si sa che ai bambini non sfugge nulla e, la sera, rispondendo alla domanda se avesse soffiato sulle candeline della torta, ha candidamente risposto:

“Si, insieme al vento, perché oggi era anche il suo compleanno.”

Fantascienza familiare

Mentre i bambini giocavano tranquilli sul pavimento del salotto, i genitori, seduti sul divano, leggevano un buon libro…