“ Chi trascura di educare il proprio figlio all’amicizia, lo perderà non appena avrà finito di essere un bambino. ”
Categoria ‘Opinioni’
“ Quando le major si buttano nella fantascienza di solito investono un mucchio di soldi e quindi devono assicurarsi il maggior consenso possibile da parte del pubblico; per questo motivo normalmente il progetto viene adeguato verso il basso. Ciò significa che tutto quello che piace ai veri appassionati di sci-fi non si fa più. Un film come Blade Runner oggi probabilmente non verrebbe realizzato. Ma una delle cose più interessanti che sta succedendo è che tutti questi effetti speciali colpiscono sempre di meno, per cui penso che in futuro si vedranno più produzioni indipendenti disposte a osare con film intelligenti e coinvolgenti. ”
“ Making the simple complicated is commonplace; making the complicated simple, that’s creativity. ”
“ Simple doesn’t mean lacking. Simple doesn’t mean dumb. Simple doesn’t mean poor. Simple should be the interface for complex. ”
“ Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi. ”
Assoluta relatività
H: Perché stai scavando una buca?
C: Sto cercando dei tesori sepolti.
H: Cosa hai trovato?
C: Qualche sasso sporco, una strana radice, e alcuni disgustosi vermi.
H: Al primo colpo??
C: C’è un tesoro in ogni dove!
La morale non è “Bisogna sapersi accontentare”, ma “Bisogna saper cosa cercare”!
Il dialogo non è mio, ma di Bill.
E se Google balla…
Si chiamava Google Dance.
Una volta accadeva all’improvviso e durava qualche giorno, ora, all’aumentare della capacità di elaborazione, è più un processo continuo e non viene più chiamata così.
All’aggiornamento del database del motore di ricerca i risultati possono subire drastici cambiamenti e chi era ben posizionato per una ricerca, sparisce improvvisamente.
Le cause, comunque, possono essere varie.
Mi era capitato qualche anno fa con il sito delle citazioni ed era durato qualche settimana.
Poco male, essendo un progetto da tempo libero, superata l’arrabbiatura il danno è stato minimo.
In questi giorni sta capitando, invece, con un progetto che seguo per lavoro.
E la cosa è molto meno divertente.
Questo fa riflettere (come è stato già detto e ridetto, lo so) sul potere di Google: quando un sito riceve l’80% e forse di più visite dal motore di ricerca, come può fare senza?
Mi è capitato di osservare un utente medio digitare un indirizzo di un sito che ha trovato su una rivista. Non ha scritto www.chebelsito.it sulla barra degli indirizzi del browser, ma ha scritto chebelsito in Google!
Il nome era sufficientemente particolare da risultare che il primo link era quello giusto, ma con utenti che si approcciano a Internet così… da qui il “dramma” della scorsa settimana: Internet non funzionava più. ;-)
In realtà, a parte i siti creati appositamente per catturare la long-tail delle ricerche, bisognerebbe ripensare la propria presenza in Internet.
Google non si può ignorare e una giusta ottimizzazione aiuta, ma è la fidelizzazione dell’utente, con gli opportuni limiti, come detto prima, deve essere il primo obiettivo.
Certo, difficile quando l’oscillazione delle visite da Google è di diversi ordini di grandezza maggiore di quanto una fidelizzazione possa fare.
Ma sono le sfide più difficili le migliori da vincere, no? ;-)
“ In questo contesto una domanda che mi fa insieme imbestialire e ghignare, che sia a cena o in un sondaggio, è “quanto tempo al giorno dedichi a Internet”. È come chiedere “quanto tempo al giorno usi la corrente elettrica” o meglio ancora “quanto tempo al giorno dedichi alle persone che ami”. La risposta giusta è “tutto il tempo da sveglia”, non perché sia ossessionata da Internet, dalla luce elettrica o da chi amo (forse da chi amo sì), ma perché sono tre attività pervasive che vanno avanti in parallelo a tutto il resto, anche se molto spesso in secondo piano. ”
“ L’IT è cosi, è come il sangue, non si sa com’è fatto, cosa trasporta, chi lo produce, dove va, ed abbiamo solo una vaga idea di a cosa serva, eppure esso è indispensabile alla nostra vita, ovvero al Business dell’Impresa.
[…]
Se fossimo una famiglia, l’IT sarebbe la mamma, il cui scopo è quello di raggiungere la soluzione per alleviare un disagio, non certo quello di cercare le colpe; sempre paziente, sempre accomodante, sempre pronta al sacrificio personale per il bene comune, a costo di rimetterci di persona. ”