Il termovalorizzatore dà un senso di tepore e anche di valorizzazione: in realtà è un bieco inceneritore cancerogeno. 

Marco Travaglio

{ 4 Commenti }

  1. #1
    Marco

    Dove butti la mondezza? e i pannolini? facile esser contro, ma poi vogliamo liberarci dei resti dei nostri consumi..

  2. #2
    mic

    E’ questione di voler fare le cose.
    La raccolta differenziata “vera” esiste. Qui da noi è più comodo però investire 62milioni di euro per ingrandire un termovalorizzatore inceneritore a meno di 3km dal centro città.
    Tutta salute?

    Guarda qui (non considerare chi ha fatto il video, ascolta la spiegazione della titolare dell’impresa)

    Poi tutto è opinabile, ovviamente, ma il fatto che gli inceneritori siano “convenienti” economicamente grazie al cip6 di certo non facilita le cose: http://www.educambiente.tv/Cip6.html

  3. #3
    Marco

    il mio comune fa il 70% di differenziazione.. ma quel 30$ dove va? in discarica.. dici che facciano meglio quelle? Per risparmiare ho in garage 1 mese di carta (la più voluminosa) e plastica (vetro, poco, purtroppo..)

    Quel che dico è che bisogna non esser contro e basta, ma proporre un’alternativa valida..

    Senza aprire un altro fronte, quelli che vorrebbero il solare dappertutto poi non rinunciano al condizionatore che con nessun impianto solare riusciranno a far funzionare..

  4. #4
    mic

    Il mio non vuole essere un “essere contro e basta”.

    E’ chiaro che l’ideale del 100% non lo si raggiunge domani, ammesso che lo si raggiungerà mai.
    Se si puntasse veramente sulla differenziata, probabilmente non ci sarebbe la necessità di ingrandire un inceneritore (non ricordo se ne duplicano o triplicano la capacità nel caso che ho segnalato prima) o di farne di nuovi.
    E gli investimenti andrebbero in quel senso: si cercherebbe di aumentare la differenziata e ridurre l’utilizzo di inceneritori/discariche.
    Se vengono investiti 62milioni in un inceneritore vuol dire che l’obiettivo è guadagnare e se poi il guadagno viene dal cip6, andiamo male: si utilizza un sistema antieconomico e si tolgono anche risorse a una vera “rinnovabilità” delle fonti.

Lascia un Commento