» Il fumo passivo fa male al fegato – Corriere della Sera
Ma fumate pure che non succede nulla.
Ma fumate pure che non succede nulla.
Pietro: Ciuccio…
Mic: Dai che è pomeriggio, sei grande, non ti serve.
Pietro [così si che si inizia un capriccio]: Ciiiuccio!!
Mic [voce calma e inflessibile]: Si dice: “Papà, per piacere, mi dai il ciuccio?”.
[attimo di riflessione]
Pietro [scendendo dal divano]: Prendo solo.
Pietro era poco più che duenne, come inizio non c’è male! ;-)
Era la fine del 2008.
L’anno vecchio ha portato via il ciuccio e l’avvenimento è stato affrontato senza alcun problema.
Sono soddisfazioni.
Ho finalmente terminato la stesura di una pagina dedicata ad alcuni dei progetti che sto seguendo o che ho seguito in passato.
Con l’occasione ho anche rinnovato la grafica dell’intestazione del blog, volendo posizionare in alto i tre link Chi sono, Archivi e Progetti.
Qua e là sono troverete qualche altra miglioria grafica.
“ Il divieto di fumo imposto da molti Paesi nei locali e nei luoghi pubblici fa bene al cuore: già dopo un anno dall’introduzione del divieto si registra un calo del 17% dei casi di infarto e dopo tre anni del 36%; un grande successo per questa misura di prevenzione che ha ridotto non solo l’esposizione coatta al fumo passivo cui erano obbligati i non fumatori, ma anche in alcuni casi le abitudini di chi invece fuma. ”
Che vorrei capirlo perché continuate ad ammazzarvi a fumare e a far del male a chi vi sta vicino.
Un nuovo e impegnativo progetto del bravo Merlinox.
Crescendo si scoprono sempre cose nuove, è quindi normale fare sempre domande.
Io mi aspettavo qualcosa di canonico, tipo il classico “Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? E perché? …“.
Invece no!
Ecco le domande con cui si affronta una cosa nuova, in questo rigoroso ordine:
PS: nello sciogliere il dubbio della forma corretta tra “qual’è” e “qual è“, ho trovato alcuni link interessanti.
“ Not sure what holds companies back from making the change. I’ve heard the arguments, they don’t hold up to reality. Google doesn’t spy on our email and if it’s something really sensitive we can add a password to the document or encrypt the content. I’ve done that exactly once in the last year. Your company email passes unencrypted through dozens of relays, regardless of what email provider you use. Any one of those relays could be copying and storing those messages. So what would make Google any bigger risk than any one of them? ”
Non ne ricordo la paternità, ma una volta si diceva: “Non scrivere in una mail quello che non vorresti pubblicato sulla prima pagina di un giornale.”
Chi lo ricorda nell’era dell’Internet delle masse?