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	<title>Comments on: Il futuro dei blog (e delle interazioni sociali sul web)</title>
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		<title>By: Affrontare il cambiamento &#171; Mic&#39;s</title>
		<link>http://micz.it/2009/08/il-futuro-dei-blog-e-delle-interazioni-sociali-sul-web/#comment-175</link>
		<dc:creator>Affrontare il cambiamento &#171; Mic&#39;s</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 21:23:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] tempi, continuerà a essere il mio strumento di comunicazione preferito. (Perché sappiamo che i blog non sono morti, no? ;-) [...]</description>
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		<title>By: mic</title>
		<link>http://micz.it/2009/08/il-futuro-dei-blog-e-delle-interazioni-sociali-sul-web/#comment-49</link>
		<dc:creator>mic</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:05:33 +0000</pubDate>
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		<description>Uno dei problemi, come detto nel mio post, è che se il sito di social network da te scelto sparisce, spariscono anche i tuoi contenuti (senza considerare anche i termini di licenza sui TUOI contenuti, che nessuno legge).
Un FriendFeed può andare bene per un commento al volo, un confronto con gli altri utenti: spesso nascono conversazioni veramente molto interessanti. Ma sono rapide, come acqua che scorre.

Per una presenza in rete, non sono d&#039;accordo con te: per me il blog non è (più) una moda. Inoltre va bene &quot;condividere&quot; un proprio articolo su 1000 social network proprio per avere il feedback di cui parli tu, ma il contenuto è centrale sul tuo blog.
(Poi qui partiamo con il discorso della dispersione dei commenti (e quindi commentback.org), ma non ci fermiamo più ;-) )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi, come detto nel mio post, è che se il sito di social network da te scelto sparisce, spariscono anche i tuoi contenuti (senza considerare anche i termini di licenza sui TUOI contenuti, che nessuno legge).<br />
Un FriendFeed può andare bene per un commento al volo, un confronto con gli altri utenti: spesso nascono conversazioni veramente molto interessanti. Ma sono rapide, come acqua che scorre.</p>
<p>Per una presenza in rete, non sono d&#8217;accordo con te: per me il blog non è (più) una moda. Inoltre va bene &#8220;condividere&#8221; un proprio articolo su 1000 social network proprio per avere il feedback di cui parli tu, ma il contenuto è centrale sul tuo blog.<br />
(Poi qui partiamo con il discorso della dispersione dei commenti (e quindi commentback.org), ma non ci fermiamo più ;-) )</p>
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		<title>By: Marco Trova</title>
		<link>http://micz.it/2009/08/il-futuro-dei-blog-e-delle-interazioni-sociali-sul-web/#comment-48</link>
		<dc:creator>Marco Trova</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 14:40:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://micz.it/?p=289#comment-48</guid>
		<description>La maggior parte dei posts sui blog può essere sintetizzata tranquillamente in 140 caratteri o più in quei siti si social networking. 

Perchè uno vuol scrivere qualcosa che è accessibile al mondo? Per avere un feedback, una risposta: e non tutti sono blogstar per avere persone che leggano il tuo blog. Molte di queste blogstar differenziano i propri interventi per il contenuto di quello che devono dire, ma la maggior parte dei post finisce su FF, twitter o FB.

I contenuti se sono di approfondimento o devono avere come indirizzo la divulgazione oppure obiettivi di presenza (qualcuno che vuol crearsi anche una expertize in rete) allora è più appropriato un blog, che è un modo semplice di proporre contenuti su di un sito in una modalità facile da navigare per l&#039;utente, ma va bene anche un sito con un motore di content management.

Per me il blog è morto come moda e come principale modalità per avere una presenza personale o professionale in rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte dei posts sui blog può essere sintetizzata tranquillamente in 140 caratteri o più in quei siti si social networking. </p>
<p>Perchè uno vuol scrivere qualcosa che è accessibile al mondo? Per avere un feedback, una risposta: e non tutti sono blogstar per avere persone che leggano il tuo blog. Molte di queste blogstar differenziano i propri interventi per il contenuto di quello che devono dire, ma la maggior parte dei post finisce su FF, twitter o FB.</p>
<p>I contenuti se sono di approfondimento o devono avere come indirizzo la divulgazione oppure obiettivi di presenza (qualcuno che vuol crearsi anche una expertize in rete) allora è più appropriato un blog, che è un modo semplice di proporre contenuti su di un sito in una modalità facile da navigare per l&#8217;utente, ma va bene anche un sito con un motore di content management.</p>
<p>Per me il blog è morto come moda e come principale modalità per avere una presenza personale o professionale in rete.</p>
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