Il futuro dei blog (e delle interazioni sociali sul web)

Quando leggo articoli come i quattro che riporto qui sotto, sono contento di avere questo blog (anche se non sfruttato come dovrei).

The Evolution of Blogging
The Pushbutton Web: Realtimes Becomes Real
Twitter’s platform shortcomings
Your Blog is Your Mothership

Perché Twitter, Friendfeed, Facebook (?), Tumblr (e simili…) saranno anche belli e permetteranno un alto livello di interazione sociale, ma i contenuti che generi e riversi su queste piattaforme non sono più tuoi.

A cosa serve, quindi, avere ancora un blog e un proprio dominio?
Serve a mantenere il controllo sui propri contenuti, a poterne disporre e a poterli proporre nelle forme che si preferiscono, senza alcun vincolo esterno.
A potersi esprimere liberamente.

Questi servizi gratuiti, che spesso sembrano non avere un chiaro modello di business, possono anche scomparire (come ha fatto Pownce) o venire acquistati, facendo sorgere interrogativi sul loro futuro.

Un dominio rimane tuo fino a quando vuoi: hai tu il controllo sui contenuti.
Cataclismi informatici a parte, ovviamente. ;-)

6 thoughts on “Il futuro dei blog (e delle interazioni sociali sul web)

  1. Marco Trova

    La maggior parte dei posts sui blog può essere sintetizzata tranquillamente in 140 caratteri o più in quei siti si social networking.

    Perchè uno vuol scrivere qualcosa che è accessibile al mondo? Per avere un feedback, una risposta: e non tutti sono blogstar per avere persone che leggano il tuo blog. Molte di queste blogstar differenziano i propri interventi per il contenuto di quello che devono dire, ma la maggior parte dei post finisce su FF, twitter o FB.

    I contenuti se sono di approfondimento o devono avere come indirizzo la divulgazione oppure obiettivi di presenza (qualcuno che vuol crearsi anche una expertize in rete) allora è più appropriato un blog, che è un modo semplice di proporre contenuti su di un sito in una modalità facile da navigare per l’utente, ma va bene anche un sito con un motore di content management.

    Per me il blog è morto come moda e come principale modalità per avere una presenza personale o professionale in rete.

  2. mic Post author

    Uno dei problemi, come detto nel mio post, è che se il sito di social network da te scelto sparisce, spariscono anche i tuoi contenuti (senza considerare anche i termini di licenza sui TUOI contenuti, che nessuno legge).
    Un FriendFeed può andare bene per un commento al volo, un confronto con gli altri utenti: spesso nascono conversazioni veramente molto interessanti. Ma sono rapide, come acqua che scorre.

    Per una presenza in rete, non sono d’accordo con te: per me il blog non è (più) una moda. Inoltre va bene “condividere” un proprio articolo su 1000 social network proprio per avere il feedback di cui parli tu, ma il contenuto è centrale sul tuo blog.
    (Poi qui partiamo con il discorso della dispersione dei commenti (e quindi commentback.org), ma non ci fermiamo più ;-) )

  3. Pingback: Affrontare il cambiamento « Mic's

  4. Pingback: I blog sono qui per rimanere « Mic's

  5. Pingback: Fai che il social network sia tuo! « Mic's

  6. Pingback: Facebook non è tuo… « Mic's

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