“ Un hacker ha un’etica: se scopre una falla non la sfrutta, la segnala. Non gli passerebbe neppure per la testa di fare danni grazie alle sue competenze, oppure potrebbe limitarsi a creare un innocuo worm proof-of-concept per limitarsi a mostrare con maggiore chiarezza quali siano i rischi collegati a quanto ha scoperto. Un cracker non ha un’etica: se scova una vulnerabilità o la sfrutta direttamente, penetrando il sistema, o la sfrutta economicamente, ricattando chi potrebbe essere colpito da un eventuale exploit. Il mercato nero delle vulnerabilità esiste […]. ”
Peccato che non tutti capiscano la differenza.
Consiglio di leggere “Etica Hacker” di Pekka Himanen.