Sulle 10 domande

Ho già parlato dell’iniziativa delle 10domande per la politica italiana. Ora però faccio un po’ il bastian contrario, per uno spunto di riflessione:

  • La domanda di Quintarelli ha quasi il doppio dei voti della seconda in classifica. Internet è di certo democratico (una volta che si hanno i mezzi per accedervi), ma siamo sicuri che il campione rappresentato sia omogeneo? Una domanda per una migliore connessione appare sensato possa ottenere maggiori consensi tra chi Internet lo usa tutti i giorni, no? Senza contare che Quintarelli non è proprio un signor nessuno.
  • Bella l’idea dello share-this, ma che senso ha usare la versione con solo siti in inglese e non una che utilizzi i social-siti italiani? (tra cui anche ziczac, no? ;) )
  • In un mondo di IP dinamici e cookie cancellati, forse un sistema di controllo dei voti duplicati più robusto sarebbe stato utile (anche se comunque difficile da realizzare senza barriere all’ingresso come registrazioni e verifica mail).

Ok, ho fatto il bastian contrario (perché la crescita non viene da approvazioni incondizionate), ma comunque ritengo l’iniziativa lodevole e spero che le risposte dei politici siano sensate e abbiano un seguito post-elezioni (utopia!!).